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Alfio Bardolla — First Class

Per quanto sia strano recensire un libro di crescita personale all’interno di un blog che parla di letteratura e poesia, credo fermamente di fare cosa buona e giusta, e continuando a leggere scoprirai perché.

Mi piace leggere e sentire lettori che definiscono First Class un libro di business (?) di crescita personale (?) di vendita (?) o un romanzo (?).

In realtà dipende da come lo leggi e da come lo guardi.

First Class di Alfio Bardolla (Mondadori, 210 Pagine, acquistabile qui —> ACQUISTA FIRST CLASS) è l’anello di congiunzione tra le due principali correnti nel mondo dell’editoria: la narrativa in senso stretto (cioè: ti racconto una storia) e la manualistica in senso stretto (cioè: ti insegno a fare qualcosa).

Questo, naturalmente, ha un duplice effetto boomerang: da un lato lo fa snobbare dai lettori di narrativa, che lo conoscono (o non lo conoscono) come saggista o scrittore di manuali; dall’altro, fa sembrare il libro un po’ “povero” per chi divora manualistica in ambito di crescita personale (PNL in primis) o di libertà finanziaria.

Invece a me, che sono lettore onnivoro, questo libro in particolare è piaciuto per almeno due motivi. 

Primo: non c’è nulla di più poetico di un uomo che vive il suo sogno. Che questo sia l’essere un milionario o sia coltivare carote. L’empietà dei rancorosi è la cosa più lontana dalla poesia che si possa trovare calcando questa terra. Le persone felici sono più propense a scovare e diffondere poesia.

Secondo: c’è un sottile godimento nel recensire un libro controverso, in un blog controverso, per un pubblico controverso.

Ma facciamo un passo indietro:

Chi è Alfio Bardolla?

Alfio Bardolla, formatore, coach e imprenditore di successo, è anche un prolifico scrittore di saggistica. I suoi libri possono assestarsi nella categoria “management” e “crescita personale”, dove alcune librerie accomunano i cinque tibetani con il metodo omeopatico, libri sugli angeli e libri sulla vendita.

In realtà l’autore Alfio, è sì un best seller, ma sopratutto un long-seller (traguardo molto più difficile da raggiungere) ed il suo libro “I Soldi fanno la Felicità”, dal titolo volutamente provocatorio specie in italico territorio, ha venduto e vende ancora molto nonostante i suoi due lustri di presenza sugli scaffali.

Ecco che quindi verso Alfio Bardolla si avvicinano due tipi di persone: chi lo conosce come formatore (coach, imprenditore e mentore) e lo raggiunge anche sugli scaffali delle librerie, e chi invece lo conosce prima come autore e poi si avvicina (o non si avvicina) alla sua struttura formativa.

Causando, come prevedibile, molte reazioni contrastanti.

Io ho letto molti (forse tutti) i libri di Alfio, e questo per me è stato come mettere la chiave di volta nella quantità di concetti espressi nei suoi testi.

La qualità globale dei libri di Alfio Bardolla è indiscutibile, sopratutto per la semplice regola che pare applicare a tutti i suoi contenuti: “io faccio così”, quindi mostra (non racconta, hai presente “show don’t tell“? Ecco, all’ennesima potenza…) strategie e mezzi per ottenere dei risultati.

In ambito personale, finanziario e imprenditoriale.

La Storia di First Class

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First Class è il primo libro che unisca in modo decente una storia (attenzione, non una trama, ma una storia) con una buona quantità di informazioni utili sul rapporto con il tempo ed il denaro.

La storia parla di una manager che la casualità, o, potremmo dire, la botta di culo, mette seduto a fianco un milionario durante un volo Milano New-York. Alfio, appunto.

Ed in questo volo, lungo duecento pagine, il dialogo maieutico tra il milionario Alfio e il manager, porta quest’ultimo a rivalutare le sue convinzioni, e trasformare la propria concezione sul tempo, il denaro, la sicurezza e la felicità in un nuovo modo di pensare e di pensarsi.

Un romanzo di formazione? No. Non è un romanzo!

Un manuale di crescita personale? No. Non è un manuale!

E qui sta la poesia di questo prodotto narrativo / manualistico: non essere classificabile in nessuna delle due categorie ed essere quindi un Fuori Class (battuta pessima, ma dovevo farla).

Proprio per questa peculiarità: non essere eccessivamente “storia” e non essere “mattone” rende First Class il primo libro che consiglierei a chi sta vivendo una vita insoddisfacente dal punto di vista finanziario.

Già, perché per un completo novizio (e su certe cose si può essere novizi anche a sessant’anni, sia chiaro), imparare i rudimenti della libertà finanziaria può essere un’impresa difficile, ma attraverso la magistrale stesura di questo libro, è possibile sottostare ad un docile lavoro maieutico che investe sia il protagonista, sia il lettore.

Perchè leggere First Class

Questo libro per me rappresenta una sfida duplice.

In prima istanza, la sfida è comprare ed aprire il libro con la mente sufficientemente spoglia di pregiudizi. E lasciarsi guidare.

Proprio come quando si prende un aereo, non si discute con il pilota sulla quantità di coppia da dare ai motori in fase di decollo, giusto? Ecco, parimenti, a mio avviso, non si dovrebbe discutere con il pilota metaforico del libro,  sulle strade da lui già percorse per ottenere i propri obiettivi.

Tendenzialmente, una guida, un coach, un piota, si giudicano dopo che si sono raggiunti i risultati, mai sulla carta o in anticipo.

In secondo luogo, la sfida è riuscire a far germinare la volontà e sopratutto il coraggio di voler cambiare ciò che non ci piace della nostra esistenza.

Sì, ma come si fa?

Ognuno a i suoi obiettivi ed i suoi percorsi: non troverai ricette precotte o sistemi senza rischi per diventare ricco subito. Questo lo lasciamo ai truffatori.

Troverai invece autentici sentieri (impervi, difficili, scoraggianti, spaventosi, sfidanti) che Alfio indica, senza sconti.

Se vuoi un sogno, devi essere in grado di pagarne il prezzo. Se fosse facile, tutti cavalcherebbero unicorni dalle code arcobaleno e mangerebbero cheesburger senza ingrassare.

Sognare è gratis, scrivevo qualche tempo fa sui social, realizzare no. E questo è il libro sia del sognare che del realizzare.

Purtroppo (per fortuna?) va così, e calarsi nella realtà, con l’umiltà e la cedevolezza, la flessibilità mentale che richiede, è un mestiere per pochi.

First class è la vetrina di quel mestiere.

First Class, o meglio, “First Steps for the First Class”

Questo è, a mio avviso, il concetto migliore che debba passare. A differenza delle zuccherose “favole per adulti” che farciscono di concetti di crescita personale delle storie poco avvincenti e a cui bisogna arrivare “preparati” con un mindset aperto, e spesso un po’ tonto (per esempio quelle che parlano del gabbiano che deve imparare a volare, del principino borioso interstellare, ecc), qui la tegola in testa è assicurata.

Non devi essere “preparato” per essere svegliato e ricevere insegnamenti sulla propria predisposizione verso la ricchezza, verso la libertà finanziaria o verso l’assurdità di alcune convinzioni che derivano da come veniamo “addestrati” al lavoro. Anzi, più consapevolezza ti porti dietro, nel bagaglio a mano di questi capitoli, meglio è, meglio potrà agire sulla tua mente e sulla tua volontà di cambiare.

Certo, la critica più acre che questo libro può attirare su di sé è proprio il suo fine commerciale, di promozione e del personaggio e della sua struttura; ma qui io dico: che male c’è, di grazia, a scrivere un bel libro che serva anche a vendere dei corsi? Che male c’è, di grazia, nell’avere in libreria una storia interessante, che al contempo non nasconde i suoi insegnamenti ma ne fa il fulcro dello sviluppo della narrazione? Che male c’è, in definitiva, a risvegliare i sogni delle persone, e aiutarli a raggiungerli?

Se vuoi trovare suspance, una trama intricata, azione, romanticismo, ok, benissimo, leggiti Follett, Eco, Poe oppure un Harmony. Sparati tutti i Dazieri in ordine cronologico, sono fantastici davvero!

Ma, se vuoi leggere un buon libro, riflettere davvero sul concetto di libertà, ricchezza e prosperità, allora segui Alfio Bardolla in First Class, sicuramente troverai il modo migliore per salire sull’aereo per il tuo futuro.

Buone letture, buoni sogni e buona crescita.

D’

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