Dario Lessa

Dario Lessa — Oltre

Dario è uno scrittore difficile. O quantomeno sfidante. E per questo gli voglio bene.

Seguire Dario nella scrittura è come cercare di non far cadere la biglia di acciaio di un flipper degli anni ’60 nella buca sotto le palette, è avere un amico sulla pianta da frutto, nascosto dalle foglie, che grida a tratti “Arrivaaaa!” e tu sotto che aspetti di prendere il frutto cercando di prevedere da dove arriverà.

Dario è una pioggia battente, è una mosca impazzita, Dario è dentrofuori il mondo che attraversa (o lo attraversa).

In ciascuno dei suoi libri proprio quest emerge: il suo essere Oltre.

Dario Lessa è già “oltre”, è già stato “oltre”, andrà “oltre”, torna dall'”oltre”, rinviene cose “oltre” e restituisce cose “oltre”.

OLTRE

Dario Lessa Oltre

Il libro tratta, senza se, senza ma, e senza trama, delle vicissitudini dentrofuori il proprio corpo e la propria mente, di Alex Gordon, da poco assunto come Archivista nella Biblioteca della Graticola, dove non può consultare alcun libro.

Nel susseguirsi dei capitoli, Alex incontra, pensa, riflette, si interroga sui coinquilini di questo testo, della sua storia. Una consumante scala  a pioli contemporaneamente proiettata verso l’alto, il basso, il fuori ed il dentro.

Se c’è una parola che prova a tracciare una siepe intorno a questo libro, è “confine“: confine del divieto, confine del mistico, confine del magico.

Alex cos’è? Chi è? 

Non sembra volerci dare una risposta, ma senza dubbio è la persona individuata da Dario per continuare a sondare, a tastare, a violare questo confine.

Un parallelismo tra il mondo esteriore, non meno misterioso di quello interiore, reso anche graficamente nel testo dalla scelta di due formattazioni completamente diverse.

Come a segnare sulla carta il cambio di quinte, tra sogno e realtà, tra introspezione e azione, tra analisi e raccolta di informazioni.

Alex Gordon è…

…un archivista, senza diritto di consultazione.

Non siamo forse esattamente noi, che cataloghiamo ciò che accade senza poterne scorgere lo scritto nascosto, degli archivisti senza diritto di consultazione?

Non siamo forse noi gli stessi che dobbiamo tenere in ordine una vita i cui dettagli profondi ci sono negati?

Non siamo forse noi ad avere un segreto sotto teca di vetro, inviolato ed inviolabile agli altri?

Un Alex che osserva, deduce e non conclude. Ammira, a volte. Si chiede.

Un Alex che vìola quando esausto dall’inattività, i confini dell'”oltre”.

E non è un accettare senza voler comprendere, ma comprendere che spesso, si debba accettare ciò che arriva, senza che il suo significato ci sia svelato subito. Magari, al termine del libro. Del nostro libro.

Nella quarta di copertina troviamo questa frase:

La vita è un contratto a tempo determinato che potrebbe scadere in ogni momento.
Per questo tanti hanno bisogno di certezze.
Per lo stesso motivo, altri non ne hanno bisogno

A me piace pensare che Alex Gordon sia dentro ciascuno di noi, stia nella grande biblioteca delle nostre esperienze e le mantenga in ordine, archiviate, senza bisogno di cercare certezze, ma di abbracciare la serenità del non averne.

 

Con questo libro, Dario Lessa ci ricorda che c’è sempre qualcosa oltre, e spesso il mistero del cercarla, ce la fa sfuggire una pagina più avanti.

Per quanto non abbia pretese mistiche o di natura educativa, questo libro di Dario ci permette di leggere la storia di un confine indefinito che lui non solo traccia, descrive e scrive, ma, in definitiva, vive in prima persona.

Dario, insomma, non è “ultraterreno”, bensì “oltreterreno”.

Bravo Dario, un libro affascinante da una penna non comune.

 

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