Poesie - diapostrofo

Diapostrofo — Sii la mutazione

Dopo uno studio (molto superficiale, devo dire la verità) sulla programmazione genetica dei software, sono rimasto sveglio a lungo a meditare sul significato di “incrocio” e di “mutazione”.

Sì, lo so, non è normalissimo che si studino certe cose senza un fine professionale, ma tant’è… a me piacciono le terminologie tecniche e i professionalismi.

Nello specifico:

L'”incrocio” è ciò che segue dall’accoppiamento di un elemento A ed un elemento B di una data generazione, selezionati in base alla loro fitness, e che ripropone, ricombinati, elementi del genitore A e parimenti del genitore B, in percentuali diverse.

La “mutazione“, dal canto suo, è decisamente più sexy e più interessante: è l’elemento casuale che arriva e stravolge la naturale discendenza, per provare nuove combinazioni, nuove strade, nuove soluzioni. A volte bruciandosi, a volte raggiungendo nuovi orizzonti.

Ecco che nasce

Sii la mutazione

Ognuno che abbia calcato
la terra scura di questa sfera
è figlio in vario modo
di un padre e di una madre vera

E di loro porta gli occhi,
quel gesto della mano,
la parlantina sciolta
o la camminata da sagrestano.

Di tutti questi “incroci”
Di tutta questa razza,
questi rimestolìi calmi e dolci
tra tutta questa gente pazza.

Tu

Sii la mutazione!
La parola al termine del “chissà”
Quello che quando passa,
la gente di razza lo scansa più in là.

Sii la mutazione!
C’è tanto bisogno di te
Di chi provi strade nuove,
di chi non ami che fare da sè.

Sìì la soluzone nuova, e ti dico
è a metà tra bene e maledizione,
tra impulso ed estinzione.

Sìì un pezzo raro
di questa umana collezione

 

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