Livio Gambarini Eternal Wars Diapostrofo

Livio Gambarini — Eternal War

Fresco, palpitante e ben costruito. Non uno scrittore di primo pelo, questo Livio Gambarini. Nel marasma di libri in attuale lettura, il tomo che vo presentandovi, mi ha catturato a tal punto che l’ho terminato in pochissimo tempo.

Parliamo di meno di quattro sessioni di lettura (praticamente a letto, dalle 23:00 in poi), ed è uno di quei pochi libri che ho letto finora che mi ha fatto l'”effetto Asimov”.

E che cazz’è l’effetto Asimov, dirai. Ecco, non lo puoi sapere, perché è riferito ad un’esperienza mistica che ho vissuto da pischellino, in età preadolescente.

Praticamente mi innamoro del ciclo della fondazione di Asimov, e ricordo con nostalgia quella lettura febbrile, che macinava centinaia di pagine in poco tempo, perché, grazie sì alla scoperta, ma sopratutto ad un’abilissima capacità di scrittura, non potevo ammettere che il mio corpo dovesse dormire.

Nostalgia.

Già, – e non voglio partire con il classico pistolotto su quanto la letteratura di un tempo e bla bla bla ecc. né sono in vena di vacui “o temporao mores” –  nostalgia di quelle letture che ti appiccicano alle pagine e la brama di sapere come si sviluppi la storia è più forte della necessità fisica di dormire.

Non ne ho trovati molti così, davvero. Parola di apostrofo.

Ebbene, ecco che questo Eternal War (Acheron Books,  257 pagine, ACQUISTABILE QUI —-> LINK AFFILIATO AMAZON) ha risvegliato proprio quella sensazione, riportandomi ad una lettura pre-informatica, pre-digitale. Un piacere vero, di scoprire e lasciarsi trasportare dalla storia.

Te la fo breve: Firenze, 1200 circa, guelfi contro ghibellini, Cavalcanti contro Uberti. Guerra, casini, tradimenti, legge del più forte, altri casini, vogliamo la pace, invece no, allora ancora guerra, troppi casini,no ‘spetta, facciamo la pace, lieto fine.

Ah, quindi Eternal War è un romanzo storico?

Tra poco te lo spiego, intanto beccati la copertina:

Eternal war livio gambarini diapostrofo

Eternal War, romanzo storico?

Ahahahahahah. Illuso.

No.

Tipo che Valerio Massimo Manfredi ciaone.

Il medioevo guelfoghibellino di Firenze è in questo caso solo la cornice di un killer concept veramente, ma veramente interessante:
se la nostra storia (storiografia… ah, Asimov, ah more-s) ci riporta i fatti delle varie battaglie tra la fazione filopapista e la fazione antipapica, Eternal War ci mostra un’altra visione dei fatti.

E qui entra in gioco il fantastico.

Praticamente quasi ogni scena è raccontata sia in ciò che avviene nel piano della Materia, sia in ciò che avviene nel piano dello Spirito.

E checazz capita nello spirito?

Di ogni sorta: grandi e piccoli numi tutelari, chiamati ancestrarchi, che sono nutriti da gocce di Virtù, guidano le casate e le famiglie fiorentine. Ma non solo.

Scoprirai che anche il potere (religioso, politico), la memoria (storica, ambientale), le sensazioni (grandi paure, elogi di piazza, fama, dicerie) hanno delle loro emanazioni nel piano dello spirito, in una cosmogonia coerente e le cui meccaniche, per quanto chiare, stuzzicano la fantasia ed il mistero quel tanto che basta per continuare a divorare pagine.

Forse un romanzo Fantasy, questo Eternal War?

Ni, o meglio, se intendi un romanzo fantasy di quelli con gli gnomi di merda, gli elfi di merda, gli orchi, le rovine, i dungeon, i draghi ecc. lassa perde. Non è roba per me e la trovo noiosa. Mortalmente noiosa.

Ma qui siamo di fronte ad un fantasy delicato. Non nel senso “soft”, perché in realtà gli espedienti letterari individuati per trasferire l’azione dal piano materiale a quello dello spirito, sono abbastanza pesanti e “segnanti”.

Dico che è un fantasy delicato nel senso che la componente fantasy si sovrappone alla vera verità, dando un’interpretazione differente alle relazioni di causa – effetto che sottendono al mondo reale. O presunto tale.

E questa caratteristica, a mio avviso, è la coppia d’assi in mano a Livio: un concept che fa sorridere di compiacimento, talmente consistente da non terminare alla fine del libro.

Ma continuare nella vita reale, in cui ti troverai a chiederti: “Chissà cosa starà facendo il mio ancestrarca, in questo momento?”

Ecco, io ho scoperto che il mio si stava ubriacando di Virtù, e probabilmente non gliene è rimasta molta.

Il pregio maggiore di Eternal War, di Livio Gambarini

Questo libro, lo ammetto, mi ha stregato

Seguire le vicende della famiglia Cavalcanti, ed in particolare di Guido, dalla prima pagina all’ultima, è un viaggio elicoidale tra Spirito e Materia (segnalato anche da grafie diverse in stampa, accortezza non indifferente), in cui scopriamo come città, luoghi, case, stendardi, famiglie, riti e religioni hanno un loro impatto nell’ambito dello spirito, che modificano e da cui dipendono.

SE Guido è il protagonista di ciò che avviene nella Materia, Kabal, ancestrarca della famiglia Cavalcanti, agisce in quel piano particolare e alla materia sovrapposto che chiamiamo Spirito. Giocando in modo onorevole e scaltro, in una continua lotta per la sopravvivenza della stirpe. Ma sarà Kabal ad aiutare Guido o, in piccola parte, viceversa?

Non so, O meglio, lo so, mi è piaciuto e dovresti leggerlo pure tu. Tipo adesso.

Deliziose le comparse di un tredicenne Dante Alighieri e di una tal Beatrice, portata a maggior fama, purtroppo, non da Livio, ma da Dante stesso.

Come non riportare, il tocco elegante e piacevole che stacca ancora di più Livio dagli scrittori a metà, dimostrando cura, erudizione e passione, per la materia (e lo spirito) che tratta: all’inizio di ogni “sequenza”, un sonetto, una poesia o uno stralcio in versi originali, tratti da poeti del 1200, tra cui proprio Guido Cavalcanti.

Che unì arte letteraria con l’arte della guerra e della politica.

Nel libro di Gambarini troviamo la sua personalissima interpretazione, delle motivazioni che portarono Guido Cavalcanti ad essere così preclaro tra i suoi pari.

Interventi dello Spirito? Patriarchi e casati che dovevano regolare conti centenari? L’antica serie di botte di culo? Non so, ma il climax narrativo è ben costruito e, letteralmente, incolla alle pagine.

E questo è (o dovrebbe essere) il principale scopo di qualsiasi buon libro di narrativa.

Questo, è un ottimo libro di narrativa.

 

D’

 

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