Quando ti vedo
E poi non ti vedrò
Quando la folla ti mangia
E mi dai le spalle
Per l’ultima volta
So
che piangerò
tre volte
Il primo pianto finisce
nei cestini
Con il suo fazzoletto bagnato
Insieme alle cicche
Agli scontrini
Al cibo avanzato
All’acido del gelato
Forse toccato
Dalla mano di un barbone
O da quella di un matto
della stazione
Il secondo arriva la sera
E si dedica al cuscino
Che sa dei tuoi capelli
Delle tue mani e del tuo sonno
Si ungono gli occhi
Del tuo corpo assolto
Dalla colpa
di un altro giorno
Il secondo muove le dita solitarie
che cercano pelle
E trovano stoffa
Il terzo non arriva mai
Il terzo di tre che chiude il cerchio
Il terzo, che c’è, lo sento
Non arriva
Non esce
mai.
Sta chiuso in testa e non osa
Superare gli occhi
Pizzicare il naso, arrossarsi
Sta chiuso lí e
non piange
Il terzo pianto
Mai
Perché anche se fuori
Le parole e le cose
Le facce e le scelte
Sembrano sempre nuove
E belle
Il nostro
terzo pianto
Non piange mai:
Piove