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Il nostro terzo pianto

    Il nostro terzo pianto 1
    Quando ti vedo
    E poi non ti vedrò
    Quando la folla ti mangia
    E mi dai le spalle
    Per l’ultima volta
    So
    che piangerò
    tre volte

    Il primo pianto finisce
    nei cestini
    Con il suo fazzoletto bagnato

    Insieme alle cicche
    Agli scontrini
    Al cibo avanzato
    All’acido del gelato

    Forse toccato
    Dalla mano di un barbone
    O da quella di un matto
    della stazione

    Il secondo arriva la sera
    E si dedica al cuscino
    Che sa dei tuoi capelli
    Delle tue mani e del tuo sonno

    Si ungono gli occhi
    Del tuo corpo assolto
    Dalla colpa
    di un altro giorno

    Il secondo muove le dita solitarie
    che cercano pelle
    E trovano stoffa

    Il terzo non arriva mai
    Il terzo di tre che chiude il cerchio

    Il terzo, che c’è, lo sento
    Non arriva
    Non esce
    mai.

    Sta chiuso in testa e non osa
    Superare gli occhi
    Pizzicare il naso, arrossarsi

    Sta chiuso lí e
    non piange
    Il terzo pianto
    Mai

    Perché anche se fuori
    Le parole e le cose
    Le facce e le scelte
    Sembrano sempre nuove
    E belle

    Il nostro
    terzo pianto
    Non piange mai:

    Piove

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