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Livio Gambarini – Eternal War 2 Vita Nova

    Livio Gambarini Eternal Wars Diapostrofo

    E niente, l’ha rifatto. 

    Cioè, praticamente in questo libro (Eternal War gli eserciti dei santi) il signor Gambarini Livio mi convinse a leggere del fantasy – che odio.

    A testimonianza di ciò, la mia recensione, ne racconta le sottili implicazioni in ambito vitale. 

    Ora il Gambarini è tornato (Deh, lasso! Se non fosse stato così sarebbe stato disonorato dai suoi lettori per decenni) ed ha consegnato un romanzo che prende i capi vivi delle trame di EW1 e li distende in lunghezza per saggiarne i colori. 

    Una parola per tutto un libro? Grazia. 

    Grazia nello scrivere i fatti storici con precisione accurata, e contemporaneamente piegare alcune date, strizzando l’occhiolino alla narrativa, per esigenze squisitamente d’intreccio. 

    Grazia nel descrivere “l’origine del male” che fece scoccare la scintilla poetica di un acerbo Dante, per poi esplodere in quello che sarà, appunto, il “Vita Nova”. 

    Grazia nello spostare il piano da azione pura a riflessione, ad osservazione, a contemplazione. 

    Il prosieguo di Eternal War “Gli eserciti dei Santi”

    Non c’è nulla da fare, le premesse lasciate intendere da EW1, che sbrogliava i casini di Montaperti e Campaldino vedendoli da un punto di vista sia materiale sia spirituale, sono state non solo sviluppate, ma pure complicate. Con Ancestrarchi che cercheranno in ogni modo di servire San Pietro in persona per emendare la corruzione della Chiesa ed un novero di nuove soluzioni e rinnovate premesse per il terzo, atteso capitolo della trilogia. 

    E se in EW 1 l’azione era il fulcro del testo, mentre la controparte spirituale ne era una sorta di spiegazione, in EW 2 Vita Nova è tutto il contrario. 

    L’Azione materiale diventa trasmutazione di ciò che accade nello spirituale. 

    E poi, diciamocelo una volta per tutte (Cazzo!, aggiungerei). Tutti bravi a scrivere libri d’azione con dentro quattro guerrieri nerboruti (uno rigorosamente bellissimo, uno rigorosamente brutto ma intelligente con un passato da dimenticare, una rigorosamente gran pezzo di vikinga che poi la dà al belloccio ed uno rigorosamente nano rancoroso che si palesa solo per frasi stentoree)  o con eroi semidei.

    Ma Livio va oltre. E ci va di qualche lunghezza. Protagonisti del libro sono sì condottieri, sì politicanti, sì uomini che hanno comunque delle qualità “sopra la media”.

    Ma santo il verso che tutto ha creato: Sono Poeti!

    POETI! 

    P-O-E-T-I!

    E prova tu a costruire una buona storia, in cui conflitti e contrasti siano primordiali (e quindi che funzionino nei nostri neuroni specchio, causando l’appagamento della narrazione) quando hai come personaggi due poeti. 

    Serve capacità inventiva, serve un contesto leggero ma profondo. 

    Serve il coraggio da scrittore che porta un passo più avanti la storia, non in senso di narrazione ma ad un livello di comprensione maggiore.

    La trama di Eternal War Vita Nova 

    No, non parlerò della trama di EW2. Non mi va. Dovrai scoprirtela e leggertelo. Sta di fatto che questa volta Guido Cavalcanti sarà lasciato un po’ più da solo, a godersi il suo nuovo giochino: la capacità di andare e venire dalle Lande a piacimento, e combattere in un piano e nell’altro il suo destino.

    Un libro-soglia questo EW2: se in Eternal War 1 abbiamo visto lo spirito dal punto di vista delle azioni materiali, come se Livio iniziasse a scostare un velo rispetto al suo espediente letterario e ci appaghi nelle pagine con il viaggio in esse, in EW2 la complessità e la trama apparentemente lineare ha un non so che di preparatorio.

    Prepara ad un terzo capitolo che sarà (forse) l’epilogo, la “morale” del perché è opportuno che esistano persone, tra i comuni mortali, che abbiano la facoltà di spiare nelle Lande. I doppia anima si chiamano. 

    Forse in EW3 Livio vorrà spiegarci come mai sia così importante in un mondo materialista, leggere la Storia in un modo leggero, suscitando curiosità grazie alla Letteratura. Forse in EW3 vedremo il ricongiungimento, il sodalizio tra Spirito e Materia che tanto si va ricercando nelle religioni di tutto il mondo.

    Forse andrà così, forse andrà diversamente. Non lo so. Sta di fatto che EW2 è una boccata d’aria, una distensione narrativa che ricalca il lieve tracciato di EW1 e lo fa diventare un solco, dove sono stati gettati dei semi.

    È difficile individuare autori, nell’attuale panorama letterario italiano, che possano distinguersi per altruismo e per generosità, che riescano a non arroccarsi dietro la penna o la macchina da scrivere, e sputare nell’editoria pile di pagine pretenziose e “artistiche”.

    Livio si distingue anche per questo. Per la sua incessante professionalità a tutto tondo, conscio di appagare occhi, mani e cuori di un crescente manipolo di appassionati che vivono di storie ben raccontate, che poi riescano, anche fugacemente, a darci letture diverse e articolate di un reale che è spesso spaventoso, insondabile. Paradossalmente.

    Ancora bravo Livio, per la grande umiltà con cui proponi e impegni la tua vita stessa per consegnare a noi “pubblico” storie ben fatte, con quell’artigianalità profonda, piena di perizia e di sapienza, che tanto manca ai blasonati “artisti”.

    In ultimo, ed è il motivo per cui dovresti comprare il libro (prima EW1, e poi EW2), la volontà di scostare il velo tra Spirito e Materia, tra Anima e Corpo, in virtù di una chiamata più alta, può percorre innumerevoli vie.

    A volte, un semplice libro di buona narrativa. 

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