Diapostrofo — L’umore salamaro

    Poesie - diapostrofo

    A volte, capita di soffrire, ahimè, per poco. Perchè gli altri non sanno, dove tieni i bicchieri nella credenza del cuore. E a volte qualcuno apre con troppa irruenza, e finisce per romperti qualche bicchiere.
    Inutile è cercare di dimenticarsene, perchè è peggio. Meglio togliere subito i cocci, ché se te li dimentichi, alla fine capita che cacci le mani dentro la credenza del cuore, e poi ti tagli.

    Ecco perchè, una triste triste triste poesia che è strana su questo sito, ma a volte, la tenerezza passa anche da queste parti di periferia.

     

    L’umore salamaro

    Come misuri sulle guance
    la profondità di un dolore?
    Semplice, dal solco che lasciano
    le lacrime che cambiano colore

    alla pelle, proprio a quelle,
    che trattieni in piccole particelle.

    Tra tutte le lacrime amare
    ci sono quelle che bagnan la terra
    che scendono a rivoli e si vedono
    precipitare e non v’è kleenex che l’afferra.

    Poi ci son quelle da mento,
    che si trovano appese,
    scelgono il miglior momento
    per scendere dalle gote tese.

    Ah, e poi, non dimenticare
    ci sono quelle da rimmel sfatto
    quelle lacrime che tendono a colorare
    tutta l’orbita d’un nero sciatto.

    Un’altra lacrima che ho visto colata
    una volta su una faccia amica
    era quella, finta, di chi ha amata
    una rosa spinosa, di spina antica.

    Infine, ci sono le mie lacrime
    le mie che custodisco salate
    che più che bruciare gli occhi
    bruciano il cuore, nel caldo d’estate.

    Ma non si vedono spesso, non colano
    giù dalle ciglia bagnate
    mi piovascano un po’ la vista,
    ecco… sono già andate.

    Mi bastano un paio di occhiali da sole
    e quelle lacrime,
    non ci sono mai state.

     

    D’

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