Orto

    Orto 1

    Fa che stavo vangando l’orto.

    Stavo sistemando il pezzo giù in fondo vicino alla rete, perché dovevo preparare la terra per piantare le cipolline, e mettere il concime così la pioggia bagna il concime scende e la terra è più buona.

    Allora fa che vado lì in fondo all’orto (è un bell’orto, bello grande) e mi sono trovato ad un metro e mezzo, fai due, dal pollaio che aveva costruito mio papà.

    Fa che allora entro un attimo, prima di vangare, che magari c’erano due uova nuove e volevo prendere le uova nuove per fare il ciareghino alla Nadia che gli piace.

    Entro, le galline son lì che si riparano un po’ perché fa caldo e nel buio fa che ti trovo un uovo completamente trasparente.

    Ma bello ne, però trasparente. Fa che lo prendo, me lo giro in mano, te, era pesante. Allora mi sembrava che era vetro. Fa che te, lo era davvero. Cioè, la Lidia, la mia gallina di due anni, aveva fatto un uovo di vetro.

    Non aveva il tuorlo, era solo bianchiccio trasparente, si vedeva attraverso, ma era completamente di vetro. E lì fa che la Lidia lo stava covando. Per cui fa che prendo il mio uovo di vetro, ancora calduccio, e pianto lì di lavorare l’orto perché sto uovo del menga mi aveva incuriosito e fa che allora sono salito su in casa con l’uovo di vetro e le altre due uova.

    Fa che volevo subito controllare se l’uovo lì di vetro valeva qualcosa, ma alla fine sono andato prima in cucina a fare il ciareghino alla Nadia che gli piace.
    Fa che gli ho portato il ciareghino, non ci ho detto niente dell’uovo perché poi sai come son fatte le donne. Non si sa mai. Comunque fai che sono andato su al compiuter e sono andato su Gugol a cercare cosa era quel vetro a forma di uovo o quell’uovo di vetro.

    Cerca che ti cerca, fai che ho trovato un sito russo, tradotto in italiano male, che diceva che quell’uovo lì assomigliava ad un uovo delle storie lì dei pastori russi, non ho capito bene. Però dava due poteri alle persone. Uno è che controllava i sogni, l’altro è che potevi vedere il futuro.

    Fai che allora l’ho messo via un attimo, sono sceso e ho vangato l’orto per tutto il pomeriggio che rimaneva.

    Poi che il pomeriggio era finito, ho fatto la doccia che ero sporco di terra e avevo sete e sono andato a fare cena con la Nadia che abita sopra di me e a lei piace il ciareghino. Sì te l’ho già detto.

    Facciamo fuori mezza bottiglia di Amarone, parliamo un po’, le ho portato l’insalata, e poi abbiamo bevuto il caffè che fai che io non lo bevo mai perché poi non dormo, invece dalla Nadia lo bevo perché così resto qualche minuto in più in casa sua e mi piace guardare la Nadia che si alza dal tavolo si gira e mette i piatti nella lavastoviglie e poi fa il caffè.

    È come avere una moglie ma meglio perché non è mia moglie e non è moglie. Hai capito no?

    Fai che allora sono sceso dalla Nadia in casa mia, e non prendevo sonno perchè come ti ho detto il caffè non mi fa dormire.

    Allora sono andato a letto lo stesso, e ho preso il mio uovo di vetro della Lidia e mi sono messo a guardarlo.

    Fai che in due minuti, stranamente, fai che mi sono addormentato.

    Mi sono sognato che avevo vangato l’orto, che la Lidia era sul suo trespolo e mi sono impegnato a provare a parlare alla Lidia.

    Fai che invece che sentirmi scemo, stavo usando il sogno che funzionava. Cioè, stavo parlando con la Lidia. La Lidia mi rispondeva.

    La Lidia mi fa che l’uovo di vetro mi stava facendo controllare i sogni, e fai che io gli ho chiesto se faceva altro e mi ha detto che potevo vedere il futuro.

    Allora mi sono sporto fuori dal pollaio, e te, fai che invece del pezzo che avevo vangato c’era il pezzo di orto con fuori tutte le cipolline. Tranne in fondo, che non erano nate. Allora sono andato a controllare. E fai che c’era lo sbroffino automatico che non usciva l’acqua.

    Sono andato a vedere, e qualcosa l’aveva rotto nel giunto a gomito che avevo interrato.

    Sono salito dalla Nadia, e la Nadia mi diceva che doveva andare da sua sorella. Poi mi sono svegliato.

    Quando mi sono svegliato, sono andato giù nell’orto e sono andato a vedere il giunto. Te, fai che era rotto davvero.

    Ho sentito la testa come se girava, fai come sulle giostre. Hai presente?

    Allora sono andato subito dal Duilio della ferramenta, ho preso il giunto, l’ho cambiato e ho seminato le cipolline.

    Fai che due o tre ore dopo, sono andato a vedere la Lidia, aveva ancora un uovo sotto, ma questa volta non di vetro. Normale.

    Sono salito dalla Nadia e gli ho fatto il ciareghino che gli piace un sacco e fai che dopo pochi minuti che si era finita il ciareghino mi ha detto che andava da sua sorella mercoledì, e che quindi non dovevo tirarmi matto a salire a fare il ciareghino.

    Fai che un po’ ho sentito il dito della fede che tremava, che mi trema sempre un po’ quando ci sono le notizie brutte oppure se succede qualcosa che non mi torna.

    Io lo sapevo già capito?

    Ho pensato fai che indovino i numeri del lotto. Allora ho aspettato che finiva il pomeriggio, sono salito dalla Nadia, l’ho salutata che poi domani andava da sua sorella, e non ho bevuto il caffè perché volevo andare a letto con l’uovo e vedere cosa succedeva.

    La Nadia mi ha salutato ma sembrava che era dispiaciuta che non restavo per il caffè ma fai che avevo troppa fretta di vedere l’uovo cosa mi faceva sognare.

    Allora sono andato a letto a guardare un attimo l’uovo e te, in due minuti sono cioccato nel sonno.

    Fia che stavolta ho sognato che stavo salendo dalla Nadia ed era giovedì, che sua sorella stava bene ed era guarita e la Nadia era commossa che aveva due o tre lacrime che scendevano e allora si è alzata e invece di mettere i piatti nella lavastoviglie si è girata e mi è venuta vicino e si è appoggiata alla canottiera. Mi si è mosso il dito della fede per un po’ perchè non me l’aspettavo allora ho provato a dire Nadia ti voglio bene e nel sogno gliel’ho detto davvero. Però fai che non stavo bene bene nel dirglielo che anche a me pizzicava il naso e provavo a spremere due gocce dagli occhi come il limone.

    Allora ho provato a guardare i giorni dopo e io e la Nadia eravamo insieme nell’orto, però litigava con me perché lei voleva mettere i fiori dove ci vanno le melanzane che arriva il sole presto.

    E non capivo perché dovevamo litigare visto che lì ci vanno le melanzane perché arriva il sole presto.

    Allora nel sogno ho provato a dire che non poteva mettere i fiori lì e lei si è girata e non è più tornata per tutto il sogno. Anche se mi impegnavo a volerlo, non potevo decidere cosa succedeva fino in fondo.

    Mi sono svegliato ed era mercoledì, per cui la Nadia non c’era.

    Sono andato giù nell’orto e ho sistemato tutti i bastoni per imbroccare i pomodori, che tra poco è il momento per seminarli e quelli marci devo buttarli via. Poi ho sistemato la grondaia del casello delle galline così scende l’acqua nel bidone e ho l’acqua tiepida da dare alle piante in vaso.

    Ho sistemato la rete della grandine e non ho pensato tutto il giorno alla Nadia fino al momento che di solito gli porto l’uovo da fare al ciareghino.

    Lì mi è tremato un attimo il dito della fede e mi sono asciugato col fazzoletto la testa che altirmenti un colpo d’aria e mi si ferma la digestione.

    La Lidia aveva due uova normali e sono salito e le ho messe in frigor. Visto che ne avanza una che la Nadia non ha fatto il ciareghino oggi allora ho fatto lo zabaione. Te fai che mentre menavo lo zabaione mi è venuto in mente che avevo un telefono che non uso mai e su un libretto avevo scritto il numero della Nadia del cellulare.

    L’ho chiamata ed era tutta contenta perché la sorella era guarita e non aveva più il malanno. Allora fai che gli ho detto se voleva finire l’amarone domani che mangiavamo insieme lei ha detto sì e io mi sono ricordato che poi nel sogno mi aveva appoggiato la testa sulla canottiera e poi gli avevo detto che gli volevo bene.

    Perché alla Nadia fai che gli voglio bene, perché è come l’orto e la Lidia, sono lì, ci sono sempre, gli voglio bene.

    Lei ha detto di sì e giovedì, il giorno dopo, sono sceso nell’orto, ho visto la Lidia con le sue uova, son salito per il ciareghino.

    Faceva un po’ più caldo.

    Ho lavorato fai nell’orto finché non è finito il pomeriggio.

    Salgo dalla Nadia e facciamo la cena insieme, finisce, e fai che io volevo che saliva sulla mia canottiera e si appoggiava con i capelli e invece si è alzata dal tavolo, ha messo i piatti nella lavastoviglie e poi mi ha detto grazie per la telefonata di ieri.

    Praticamente fai che se non la chiamavo facile che andava che mi appoggiava la testa sul petto invece così no.

    Mi è tremato il dito della fede un attimo e poi sono tornato a guardare la Nadia che metteva il caffè nella moka.

    Mi si è pizzicato il naso un falino perché nel sogno la Nadia sulla mia canottiera era una bella cosa come, te, fai le primule. Che tutto è ancora morto invece le primule sono già lì pimpanti.

    Fai che allora ho pensato che l’uovo era sì bello però mi aveva tolto la Nadia sulla canottiera e mi sono un po’ arrabbiato.

    Allora la sera invece che andare a dormire con l’uovo, l’ho guardato attraverso, e si vedevano sia i sogni che controllavo sia quello che doveva succedere e invece sapendo che era successo lo rovinavo.

    Come quel giovedì che la Nadia doveva appoggiare i capelli sulla canottiera invece saperlo mi aveva rovinato tutto.

    Fa che ho preso l’uovo di vetro, sono sceso che era già buio nel casello dove la Lidia non mi parlava e gli ho chiesto se potevo romperlo.

    Lei mi ha detto niente perchè è una gallina e non parla, allora ho preso la vanga e sono andato giù al fiume. Ho appoggiato l’uovo di vetro e l’ho rotto in mille pezzi.

    Il dito della fede non mi è tremato, te, fai che era la cosa giusta.

    Sono andato a dormire e non ho sognato niente, mi sono svegliato in questo letto d’ospedale che tutti mi ronzano intorno ma non si fermano da me perché ci sono gli altri che stanno come me oppure peggio. Ho una cannetta dentro il naso e non posso né controllare i sogni né vedere il futuro né avere la Nadia con i capelli sulla mia canotta.

    La Nadia è morta dodici anni fa.
    La Lidia fa le uova ma nessuno le tira su dal casello.

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